Respiriamo migliaia di volte ogni giorno senza pensarci. Eppure, la respirazione non è soltanto il meccanismo che permette di introdurre ossigeno ed eliminare anidride carbonica: è anche una delle poche funzioni automatiche del nostro organismo che possiamo modificare volontariamente.
Proprio per questo il respiro rappresenta una porta d’ingresso particolarmente interessante per influenzare la regolazione del sistema nervoso autonomo.
Possiamo davvero che respirare meglio “cambia il metabolismo”? Si, il collegamento è molto interessante e passa attraverso la rete PNEI.
Respiro e sistema nervoso autonomo
Il sistema nervoso autonomo regola continuamente frequenza cardiaca, pressione, digestione, termoregolazione e molte risposte metaboliche. La respirazione lenta e controllata modifica le oscillazioni della frequenza cardiaca e può aumentare la variabilità cardiaca legata al respiro.
Quando la frequenza respiratoria si avvicina alla cosiddetta frequenza di risonanza individuale, spesso intorno a circa 6 respiri al minuto (ma non identica per tutti) aumenta l’interazione tra respirazione, frequenza cardiaca e baroriflesso. È uno dei principi su cui si basa il biofeedback della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) che faccio fare ai pazienti.
Non significa semplicemente “attivare il vago”, ma allenare la capacità del sistema autonomico di modulare e adattare la propria risposta, alleniamo il sistema automatico a dare le risposte adatte alla situazione.
Respirazione: dallo stress al metabolismo
Il sistema nervoso autonomo partecipa infatti alla regolazione della disponibilità di glucosio e lipidi e alla comunicazione tra cervello e organi metabolici.
In una condizione di allerta l’organismo deve rendere rapidamente disponibile energia. È una risposta fisiologica e utile per eventi acuti diventa un problema quando stress, sonno insufficiente, sedentarietà e stimoli continui mantengono a lungo un assetto poco favorevole al recupero.
La respirazione può però diventare uno strumento per intervenire su uno dei livelli che regolano queste funzioni: l’equilibrio autonomico.
Respirazione, HRV e flessibilità
La variabilità della frequenza cardiaca manifesta la capacità del cuore e del sistema autonomico di modificare rapidamente la propria risposta agli stimoli.
Una buona regolazione significa saper attivarsi quando serve e recuperare quando lo stimolo termina.
Anche il metabolismo necessita di flessibilità: utilizzare e rendere disponibili substrati energetici differenti in relazione al digiuno, al pasto, al movimento e al riposo. Sistema nervoso autonomo e metabolismo sono strettamente collegati.
Il respinto come allenamento
Per tutto questo possiamo considerare la respirazione guidata come un allenamento e non come una semplice tecnica di rilassamento.
I biofeedback praticati con regolarità e adattati alla condizione individuale, possono essere utilizzati per lavorare sulla regolazione autonomica. Il biofeedback aggiunge un elemento importante: permette di osservare come il sistema risponde, ad ogni target diversamente invece di applicare a tutti lo stesso ritmo respiratorio.
La PNEI ci insegna che non esiste un metabolismo separato dal cervello, dallo stress, dagli ormoni o dal sistema immunitario. Tutti questi sistemi comunicano.
Respirare meglio, quindi, non è una scorciatoia per dimagrire. È qualcosa di più realistico e interessante: un modo per allenare uno dei sistemi che partecipano alla regolazione dell’organismo e creare condizioni più favorevoli all’adattamento e al recupero.
Prenota la tua visita nutrizionale per comprendere come funziona il tuo sistema autonomico e la sua regolazione.
Dott.ssa Maria Laura Pastorino
- Biologo Nutrizionista
- Fitness coach
- Medicina sistemica – PNEI
Sono biologa nutrizionista specializzata nella Medicina Sistemica, nella Neuroendocrinoimmunologia, nel rapporto tra lo stress il sistema di reazione e tutti i cambiamenti nella composizione corporea che questo comporta.