Quando pensiamo al muscolo, lo associamo soprattutto al movimento, alla forza o all’aspetto fisico. In realtà il muscolo scheletrico è molto di più: oggi sappiamo che è un vero organo endocrino, capace di comunicare con numerosi tessuti e di partecipare alla regolazione del metabolismo, dell’infiammazione e persino delle funzioni cerebrali.
Questa visione si integra perfettamente con la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI), che considera l’organismo come una rete nella quale sistema nervoso, ormoni, immunità e metabolismo dialogano continuamente.
PNEI: il muscolo parla con il resto del corpo
Durante la contrazione il muscolo produce e rilascia numerose molecole bioattive, tra cui le miochine. Questi segnali possono agire localmente oppure raggiungere altri organi attraverso la circolazione.
Il muscolo entra così in comunicazione con tessuto adiposo, fegato, pancreas, osso, sistema cardiovascolare, intestino e cervello. Non è quindi soltanto un tessuto che “consuma energia”: è un nodo importante della regolazione dell’intero organismo.
Tra le molecole più studiate troviamo:
- IL-6 di origine muscolare
- IL-15, irisina
- BDNF
- Miostatina
- altre sostanze prodotte o modulate dall’esercizio.
I loro effetti sono complessi e dipendono dal contesto, dal tipo di attività fisica, dalla durata dello stimolo e dalle condizioni metaboliche della persona.
PNEI: Muscolo, Metabolismo e infiammazione
Il tessuto muscolare rappresenta uno dei principali distretti di utilizzo del glucosio. Un muscolo metabolicamente attivo contribuisce quindi alla stabilità della sensibilità insulinica e alla gestione della glicemia. L’esercizio influenza inoltre il metabolismo lipidico, la funzione mitocondriale e il dialogo con il tessuto adiposo.
È interessante anche il rapporto con l’infiammazione. La stessa IL-6, spesso conosciuta come citochina pro-infiammatoria, ma, quando viene prodotta transitoriamente dal muscolo durante l’esercizio assume un significato fisiologico differente rispetto all’aumento cronico osservato in alcune condizioni infiammatorie. Questo ci ricorda quanto, in PNEI, sia importante non interpretare una singola molecola isolandola dal contesto.
Dal muscolo al cervello
L’attività muscolare è associata anche a segnali che possono influenzare neuroplasticità, tono dell’umore e funzioni cognitive. Il BDNF, per esempio, è coinvolto nei processi di plasticità neuronale. Il rapporto muscolo-cervello è oggi un’area di grande interesse, anche se molti dei meccanismi sono ancora oggetto di ricerca.
Allo stesso tempo la comunicazione è bidirezionale: stress cronico, alterazioni del sonno, squilibri ormonali, infiammazione e sedentarietà possono compromettere quantità e qualità del tessuto muscolare.
Preservare il muscolo significa preservate una funzione
Con l’avanzare dell’età perdiamo progressivamente massa, forza e qualità muscolare se non forniamo uno stimolo adeguato. Per questo allenare la forza non dovrebbe essere considerato soltanto un obiettivo estetico.
Un’attività fisica regolare, in particolare il lavoro contro resistenza, associata a un’alimentazione adeguata e a un buon recupero, aiuta a mantenere un organo metabolicamente ed endocrinologicamente attivo.
Muovere e allenare il muscolo significa inviare segnali che possono contribuire alla salute dell’intera rete biologica.
Prenota una visita nutrizionale per identificare la qualità e quantità di massa muscolare personale e come sviluppare la sua capacità regolatoria.
Dott.ssa Maria Laura Pastorino
- Biologo Nutrizionista
- Fitness coach
- Medicina sistemica – PNEI
Sono biologa nutrizionista specializzata nella Medicina Sistemica, nella Neuroendocrinoimmunologia, nel rapporto tra lo stress il sistema di reazione e tutti i cambiamenti nella composizione corporea che questo comporta.