Esiste una complessa relazione tra il sonno e le malattie cardiovascolari.

In occasione della Giornata Mondiale del Sonno (World Sleep Day) celebratasi il 14 marzo, vogliamo ricordare l’importanza di dormire bene come fattore di prevenzione per la salute cardiovascolare.
Ma quanto dormire?…
Dormire fa bene al cuore
La quantità e la qualità del sonno sono fondamentali per la salute cardiovascolare. La quantità di sonno di cui si ha bisogno dipende da vari fattori, in particolare dall’età. Sebbene le esigenze di sonno possano variare significativamente da persona a persona, ci sono alcune indicazioni generali della National Sleep Foundation su quanto dormire, distinte in base alla fascia di età.
Disturbi del sonno e salute cardiovascolare
I disturbi del sonno da alterazione del ritmo circadiano si verificano quando l’orologio interno dell’organismo che regola i ritmi sonno-veglia non è sincronizzato con il normale ciclo luce-buio, argomento trattato quando ho parlato di jet lag sociale!! Clicca qui per leggere l’articolo Cos’è il jet-lag sociale
Avere un ritmo circadiano del sonno “disturbato” impedisce al corpo di recuperare e mantenere un equilibrio fisiologico nei livelli di ormoni che regolano il metabolismo e la pressione sanguigna, aumentando i livelli di catecolamine e cortisolo che possono contribuire all’infiammazione dell’endotelio (uno strato della struttura delle arterie), portando a possibili aterosclerosi, ma anche a tante altre patologie.
I meccanismi attraverso i quali i disturbi del sonno influenzano la salute cardiovascolare includono:
- Attivazione del Sistema Nervoso Simpatico: la frammentazione del sonno e l’ipossia intermittente, dovuta alle apnee, possono portare ad un’attivazione cronica del sistema nervoso simpatico, aumentando la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca.
- Infiammazione Sistemica: i disturbi del sonno sono associati a livelli elevati di marker infiammatori, che possono contribuire all’aterosclerosi e ad altre patologie cardiovascolari.
- Disfunzione Metabolica: la privazione del sonno e i disturbi del sonno possono alterare il metabolismo di glucosio e lipidi, aumentando il rischio di diabete e dislipidemia, entrambi fattori di rischio per le CVD.
D’altra parte, anche soffrire di malattie cardiovascolari può, a sua volta, influenzare la qualità del sonno, come nei seguenti casi:
- Insufficienza Cardiaca: i pazienti con insufficienza cardiaca spesso sperimentano disturbi del sonno, inclusa l’OSA centrale, a causa di alterazioni nella regolazione della respirazione.
- Angina Notturna: il dolore toracico dovuto a ischemia miocardica può disturbare il sonno, portando a una frammentazione del sonno e a una riduzione della sua qualità.
In questi casi, possono presentarsi insonnia, difficoltà di addormentamento o di risveglio agli orari desiderati, eccessiva sonnolenza diurna, fatica e scarse performance lavorative e scolastiche, che si risolvono generalmente quando l’orologio biologico torna a essere in fase con i cicli di luce-buio naturali. Il trattamento specifico dipende dal tipo di disturbo del ritmo circadiano.
Ma è fondamentale identificare quale sia l’insorgenza del disturbo che non lascia stabilire un normale ritmo di sonno, è il primo intervento da fare e ci sono molte strategie che si possono implementare per risolvere al meglio il disaggio. Informarsi è agire subito è un atto di responsabilità verso lo stato di salute personale!
Dott.ssa Maria Laura Pastorino
- Biologo Nutrizionista
- Fitness coach
- Medicina sistemica – PNEI
Sono biologa nutrizionista specializzata nella Medicina Sistemica, nella Neuroendocrinoimmunologia, nel rapporto tra lo stress il sistema di reazione e tutti i cambiamenti nella composizione corporea che questo comporta.