La ricerca della Scienza dell’Alimentazione ha introdotto nuovi orizzonti scientifici, da conoscere per vivere in salute e recuperare il più sano peso corporeo.

Conoscere per vivere in salute

Uno degli ormoni cardine nella gestione delle riserve energetiche del corpo umano, insieme alla Leptina, è l’insulina, ormone prodotto dal pancreas. Il suo ruolo più noto, ma non l’unico, è quello di regolare i livelli di glucosio ematico. L’insulina svolge altre numerose azioni positive per le nostre cellule ed organi vitali

L’insulina è prodotta dal pancreas sotto l’azione del glucosio (glicemia), derivato da carboidrati alimentari ma anche per effetto degli aminoacidi (proteine) come il latte, il gelato, lo yogurt e ad altri alimenti, dotati del più alto potere di stimolare la secrezione di insulina da parte del pancreas.

Ricordiamo che il nostro corpo si è evoluto in un ambiente dove il cibo era scarso, intermittente e l’attività fisica intensa, situazione opposta a quella odierna.

Lo stile di vita attuale, argomento di diversi miei articoli precedenti, spinge verso un aumento continuo dei livelli di zucchero che nel tempo ha comportato che il 30% delle persone di ogni età (bambini compresi) sia in uno stato di insulino-resistenza senza saperlo.

Avere valori elevati di glicemia e aver perso la sensibilità all’insulina sono già fattori di rischio di patologie, e quando l’insulina non può esercitare la sua azione per carenza di recettori sulle membrane cellulari, come nel caso di eccesso di grasso infiammatorio, si ha la comparsa di malattie e di un ulteriore e progressivo accumulo di grasso corporeo con il conseguente sviluppo di:

  • sovrappeso
  • obesità
  • diabete mellito tipo 2
  • ipertensione arteriosa
  • aterosclerosi
  • sindrome dell’ovaio policistico
  • steatosi epatica non alcolica
  • patologie cardiovascolari
  • trigliceridi e colesterolo
  • disturbi della coagulazione
  • aritmie cardiache,
  • sindrome metabolica
  • elevati livelli acido urico
  • alcuni tumori maligni
  • riduzione del testosterone (uomini)

Credo che non si abbia la conoscenza e la consapevolezza del ruolo fondamentale della resistenza all’insulina.

Sorprende certamente questa carenza di conoscenza, perché non si può impostare un serio e valido programma di medicina preventiva senza conoscere se una persona ha o non ha più la sensibilità all’insulina.

Nella popolazione manca la conoscenza del significato clinico dell’insulino-resistenza, che si ha quando l’ormone insulina è presente nel sangue ma non esercita i suoi effetti sulle cellule umane per carenza di recettori specifici nelle membrane cellulari.

I recettori per l’insulina sono proteine con funzioni di porte.

L’insulina è la chiave che entra nella porta per aprirla e far entrare all’interno delle cellule il glucosio, derivato dai carboidrati alimentari.

Se l’insulina non trova la porta sulle membrane cellulari, essa non può svolgere le sue funzioni vitali, non fa entrare il glucosio dentro le cellule. Il valore nel sangue della glicemia sale.

L’insulina è un ormone proteico e pertanto non può entrare dentro le cellule, agisce solo sui recettori delle membrane cellulari. Se non ci sono i recettori nelle membrane cellulari il valore della glicemia sale.

 

Insulina 1

 

 

Uno dei motivi è l’apporto di grasso.

I recettori per l’insulina non ci sono perché il DNA cellulare ha modificato la sua espressione genica e non ha più prodotto le proteine (recettori) o ne produce in minor numero perché dentro le cellule si ha un accumulo di acidi grassi saturi.

Vale a dire, le cellule sono inquinate da un eccesso di acidi grassi saturi, per lo più contenuti in alimenti animali (salumi, formaggi, carni grasse…). Si ha patologia recettoriale delle membrane cellulari.

Davanti a questa cornice complessa, ancora oggi si continua a parlare di calorie! Ma nessuna caloria agisce sul DNA.

Sul DNA (presente nei nostri cromosomi) agiscono solo le molecole che noi introduciamo con l’alimentazione e la respirazione.

Glicemia e insulina

A digiuno la glicemia non deve superare il valore di 100 mg /100 ml.

Se il valore è tra 101 e 126 mg /100 ml siamo in zona pre-diabete.

Con il valore superiore a 126 mg / 100 ml siamo nel diabete mellito tipo 2.

Dal peso corporeo alla salute metabolica

Abbiamo dato un’eccessiva enfasi al peso corporeo e alle famose calorie della dieta.

Oggi la ricerca scientifica e la clinica medica studia profondamente la salute metabolica e altri rapporti fra i nutrienti e pone molta attenzione al timing alimentare.

Per salute metabolica intendo la sensibilità o la resistenza all’insulina.

Una persona che ha resistenza all’insulina, vuol dire che ha perso la sensibilità all’insulina, ha perso la salute metabolica, avrà molta difficoltà a dimagrire, ha sicuramente in corso la sindrome metabolica.

E’ metabolicamente obeso, anche se non si direbbe a vedere la forma fisica.

Occorre eseguire una accurata analisi che parte dalla ricerca nel sangue a digiuno:

  • glicemia 
  • insulina
  • emoglobina glicata

per avere la giusta conoscenza sul proprio metabolismo glucidico.

E completare con altre indagini di supporto per una corretta valutazione generale.

Si ricevono tante informazioni sull’alimentazione, che affermano concetti e idee superate, a volte, prive di fondamento scientifico. La buona salute necessita di conoscenza e dei dati validati.

Dott.ssa Maria Laura Pastorino

  • Biologo Nutrizionista
  • Fitness coach
  • Medicina sistemica – PNEI

Sono biologa nutrizionista specializzata nella Medicina Sistemica, nella Neuroendocrinoimmunologia, nel rapporto tra lo stress il sistema di reazione e tutti i cambiamenti nella composizione corporea che questo comporta.

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