Sonno, alimentazione e metabolismo seguono un ritmo: rispettarlo è parte della prevenzione.

Il Premio Nobel per la Medicina 2017

Nel 2017 Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young hanno ricevuto il Premio Nobel per la Medicina per aver chiarito i meccanismi molecolari dei ritmi circadiani oscillazioni biologiche di circa 24 ore che permettono all’organismo di adattarsi all’alternanza tra giorno e notte. Studiando il moscerino della frutta, hanno identificato geni e proteine che costituiscono un vero e proprio orologio cellulare.

Ritmi circadiani: un sistema che regola tutto il corpo

L’orologio biologico coordina il ciclo sonno-veglia, la secrezione ormonale, la temperatura corporea, la pressione arteriosa e numerose funzioni metaboliche. La luce è il principale segnale che sincronizza l’orologio centrale nel cervello; anche gli orari dei pasti e dell’attività fisica contribuiscono a organizzare i ritmi dei tessuti periferici.

Perché è importante per la nutrizione

La risposta dell’organismo al cibo varia durante la giornata: sensibilità all’insulina, controllo della glicemia e gestione dei nutrienti non sono identici al mattino e alla sera. Orari molto irregolari, pasti abbondanti a tarda notte e sonno insufficiente possono favorire il disallineamento circadiano. La ricerca associa questo disallineamento a un maggiore rischio di alterazioni metaboliche, pur senza indicare un unico orario dei pasti valido per tutti.

Come proteggere il nostro ritmo biologico

Mantenere orari regolari di sonno e risveglio, esporsi alla luce naturale al mattino, ridurre la luce intensa la sera, praticare attività fisica costante e distribuire i pasti in modo coerente con i propri ritmi sono strategie semplici e utili. La personalizzazione rimane essenziale, soprattutto per chi lavora su turni o presenta particolari condizioni cliniche.

Il messaggio fondamentale: per la salute non conta soltanto che cosa mangiamo e come viviamo, ma anche quando. La cronobiologia offre alla medicina nutrizionale un ulteriore strumento per promuovere equilibrio metabolico e prevenzione. 

PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA 2026

L’optogenetica: comprendere il cervello attraverso la luce

Il Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina 2026 è stato assegnato a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per le scoperte sui canali ionici sensibili alla luce e lo sviluppo dell’optogenetica, una tecnologia che permette di studiare con grande precisione il funzionamento dei circuiti nervosi, sono riusciti ad identificare la canalrodopsina, una proteina che, quando riceve luce, apre un canale nella membrana cellulare e modifica il passaggio degli ioni.

Grazie all’optogenetica, i ricercatori possono verificare quali gruppi di cellule nervose partecipano a funzioni come memoria, emozioni, apprendimento e movimento. Non si tratta soltanto di osservare l’attività cerebrale, ma di studiare i rapporti di causa ed effetto tra specifici circuiti e comportamenti.

Questa scoperta apre prospettive importanti per la ricerca sulle malattie neurologiche e psichiatriche, dalla malattia di Parkinson ai disturbi dell’umore.

Dal punto di vista della medicina integrata e della prevenzione, il Nobel ci ricorda quanto sia complessa la regolazione del sistema nervoso e quanto siano strettamente connessi cervello, emozioni e funzioni corporee, tra queste il metabolismo cellulare e le risposte di adattamento.

Il messaggio centrale è che comprendere meglio i circuiti nervosi significa porre nuove basi per interventi futuri più mirati e personalizzati, nell’ottica di prevenire e migliorare la condizione di salute.

Dott.ssa Maria Laura Pastorino

Fonte: Nobel Assembly at Karolinska Institutet, comunicato ufficiale del 5 ottobre 2026.

https://www.nobelprize.org/prizes/medicine/2026/press-release/

Dott.ssa Maria Laura Pastorino | Medicina nutrizionale

Fonte: The Nobel Prize in Physiology or Medicine 2017 — nobelprize.org/prizes/medicine/2017/press-release/

Dott.ssa Maria Laura Pastorino

  • Biologo Nutrizionista
  • Fitness coach
  • Medicina sistemica – PNEI

Sono biologa nutrizionista specializzata nella Medicina Sistemica, nella Neuroendocrinoimmunologia, nel rapporto tra lo stress il sistema di reazione e tutti i cambiamenti nella composizione corporea che questo comporta.

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